Che cos’è la Bergognone?

La Scuola d’Arte Bergognone nasce a Lodi nel mese di ottobre dell’anno 1975 su iniziativa di un artista cremasco, Angelo Frosio, già allievo della Scuola d’Arte di Soncino (guidata da Enea Ferrari ed Aldo Carpi), ed esponente di quell’arte povera che negli anni Sessanta e Settanta aveva rinnovato il panorama artistico internazionale. Trasferitosi a Lodi per il suo lavoro di esperto lattiero-caseario Frosio decide di continuare qui anche la sua attività di artista. Anni dopo, Frosio dirà che la Scuola è nata “da un’esigenza della gente, da un desiderio di arte inteso, in senso generale, come libera espressione creativa”. La vita a volte riserva infatti delle sorprese. Accade che, mentre una domenica sta dipingendo nel suo garage, Frosio viene avvicinato da un gruppo di giovani che accompagnano un amico. “Quel ragazzo era triste, depresso e i suoi amici pensavano che forse avrebbe trovato giovamento avvicinandosi all’arte, così invitai tutti i ragazzi a dipingere insieme a me”. Come per la Microsoft o la Apple dei pionieri, il nucleo originario della Bergognone si riunisce dunque in una cantina (quella di Angelo Frosio) alla periferia di Lodi, con un piccolo gruppo di ragazzi “ai quali insegnare la tecnica del disegno senza però imporre la mia esperienza, ma permettendo loro di esprimersi dipingendo”. La Scuola Bergognone nasce con l’intento di stimolare ed aiutare le capacità espressive di chi si sente portato per la pittura e per le altre arti figurative e plastiche. Il tutto senza alcuna imposizione, ma nella massima libertà. E’ questo il “segreto” della prima Bergognone: la libertà. Libertà di essere. Libertà di fare. Libertà di proporsi. Libertà di manifestare. L’ispirazione primigenia e fondamentale è semplice: l’arte è di tutti. E’ questa l’intuizione al tempo stesso estetica ed umana di Frosio. La storia e il progetto della Scuola Bergognone dalla sua nascita nel 1975 ad oggi non sono che la realizzazione pratica di questo concetto originale. Nel corso degli anni l’utenza si è ampliata differenziandosi, ed ora la Bergognone, da anni costituitasi cooperativa, gestisce al suo interno un Centro Socio Educativo per disabili e organizza un corso per bambini “Arte e gioco” (attivo dai primi anni Ottanta, precursore dei vari atelier di pittura ora funzionanti in tutta Italia), un corso serale di discipline Grafico-Pittoriche per adulti, e un corso di Restauro del legno.

Perché “Bergognone”?

Il nome della Scuola deriva da quell’Ambrogio da Fossano, pittore del XV secolo, detto appunto “il Bergognone”, che ha lasciato mirabili tracce di sé nel tempio dell’Incoronata a Lodi. Nella seconda metà degli Anni Settanta gli allievi della Scuola fondata da Frosio domandarono a cento lodigiani se conoscessero chi fosse il Bergognone. Nonostante alcuni preziosi dipinti di Ambrogio da Fossano custoditi proprio a Lodi, nessuno degli intervistati seppe rispondere. Il nome del Bergognone fu scelto per la Scuola d’Arte per due motivi: il primo, che l’ispirazione definita “francescana” da alcuni critici del fondatore della Scuola Frosio si avvicina molto alla spiritualità dei dipinti dell’artista piemontese; il secondo, per contribuire a far conoscere il nome di un artista tanto grande ma tanto poco conosciuto allora.

Filosofia della Bergognone

Le parole chiave del progetto della Bergognone sono tre: scuola, metodo, missione. La missione della Scuola Bergognone è una sola: l’arte. E l’arte non si insegna, si vive. Celata, quasi mistificata da questa apparente contraddizione sta tutta l’estetica della Bergognone. Le cose occorre viverle per capirle. Nessuno te le può insegnare. Non si possono spiegare il dolore, la gioia, la sofferenza, l’amore. E’ questo il motivo vero ed unico del fallimento  di ogni tentativo di accademia. Una scuola funziona se insegna a vivere. E un insegnante è un maestro solo se è in grado di spronare i suoi allievi a superarlo, a diventare migliori di lui, ovvero se è in grado di mettere in pratica il metodo maieutico: porre la persona nelle condizioni di poter conoscere e trarre da sé le proprie potenzialità in modo da incanalarle nel processo artistico. La Bergognone ha fornito e fornisce tuttora un rilevante servizio per chiunque voglia trovare un modo per esprimersi liberamente, sempre con la consapevolezza della valenza terapeutica dell’atto artistico, pur non avendo niente a che vedere con l’arte-terapia in senso lato. L’approccio infatti resta artistico; l’opera d’arte non viene utilizzata come strumento di lettura per rilevare aspetti patologici, ma è il risultato finale di un processo che ha implicato nuova coscienza di sé e che compiendosi ha potuto produrre un miglioramento in termini di autostima, di relazioni interpersonali, di acquisizione di tecniche. Per la gestione delle proprie attività la Bergognone si avvale di educatori professionali laureati nella facoltà di scienze dell’educazione nonché di un amministratore e di personale ausiliario. Accanto al personale retribuito, lavorano nell’Ente dedicando costantemente il proprio tempo ed impegno decine di volontari, tra cui il fondatore.